La perdita di memoria, nota anche come amnesia, è un termine spesso utilizzato per qualsiasi problema riguardante la capacità di formare o richiamare dei ricordi. Spesso è una condizione a cui facciamo riferimento ogni volta che ci troviamo in una situazione e siamo costretti a dire: “non ricordo”.
Chi di noi non è mai entrato in una stanza e ha dimenticato perché ci è entrato? Chi di noi non ha mai dimenticato il nome esatto di un oggetto ? E’ possibile che uno di questi momenti sia una “perdita di memoria”? Probabilmente no. Questi casi andrebbero meglio definiti come “vuoti di memoria” che, insieme a un modesto declino delle capacità cognitive, sono comuni con l’avanzare dell’età.


La perdita di memoria è qualcosa di più sostanziale: è una dimenticanza insolita.
In alcuni casi, la perdita di memoria può durare poco e poi risolversi completamente (perdita di memoria transitoria). In altri casi, può persistere e, in certe situazioni, può persino peggiorare nel tempo. In casi ancora più gravi, gli episodi non solo sono più frequenti, ma possono anche interferire con le nostre attività quotidiane.
Ma teniamo sempre presente che piccoli cambiamenti nella memoria dovuti all’invecchiamento sono da considerarsi normali. Ciò include lo smarrimento degli occhiali, il non trovare le chiavi dell’auto o di casa, o anche l’occasionale difficoltà nel trovare la parola giusta durante una conversazione. La maggior parte di queste situazioni sono comuni, molto spesso non interferiscono con la vita quotidiana e, per questo motivo, non dovrebbero essere considerati segni di vera e propria perdita di memoria.

La vera perdita di memoria può derivare da una condizione acuta o può essere un fenomeno che si sviluppa lentamente. Tra le cause della perdita di memoria acuta ci sono situazioni che danneggiano bruscamente il nostro cervello:
A) Emorragia cerebrale;
B) Avvelenamento da monossido di carbonio
C) Chemioterapia e radioterapia;
D) Commozione cerebrale e altri traumi cranici;
E) Ictus o altre cause di ischemia cerebrale.


Al contrario, la perdita di memoria progressiva che si manifesta nel tempo (settimane e mesi) risulta da un danno leggero ma continuo alle cellule del nostro cervello. Tra le condizioni che spesso causano una perdita di memoria progressiva ci sono:
1) Malattia di Alzheimer;
2) Demenza frontotemporale, demenza con corpi di Lewy;
3) Disturbi vascolari del cervello.


Vorrei concludere ribadendo che, sebbene l’invecchiamento non sia necessariamente associato alla perdita di memoria, gli studi hanno dimostrato che essa è una condizione che si verifica più probabilmente con l’avanzare dell’età.
Infine, va sottolineato che le difficoltà di memoria, o vuoti di memoria, possono manifestarsi anche quando siamo sotto stress intenso, o stanchi (fisicamente e mentalmente) o abbiamo problemi con la qualità del sonno.
Questi ultimi sono quelli che chiamiamo deficit di memoria “reversibili” poiché, nel momento in cui ci prendiamo cura di queste condizioni (stress, sonno, ecc.), la nostra attività cerebrale mnemonica torna alla sua funzione normale.

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