Vittorio Torchia (Francavilla Angitola, 26 gennaio 1917 – 14 gennaio 1991) è stato un poeta, scrittore ed educatore italiano. Nato in Calabria, ha dedicato la sua vita alla letteratura e all’insegnamento, contribuendo in modo significativo alla cultura del Novecento.
Biografia
Figlio di Foca Torchia, imprenditore che introdusse innovazioni come il primo mulino meccanico nel 1914 e una tessitrice meccanica nel 1922 a Francavilla Angitola, Vittorio completò gli studi medi a Vibo Valentia. Durante la Seconda guerra mondiale, partecipò alla campagna greco-albanese come soldato. Successivamente, si laureò in Lettere e intraprese la carriera di insegnante, lavorando a Reggio Calabria, Roma e Messina. Nel 1950, fondò e diresse l’Istituto Scolastico Parificato “Luigi Pirandello” a Taormina, dove promosse un’educazione umanistica basata su valori di cittadinanza attiva e interdisciplinarità.
Attività letteraria
L’esordio letterario di Torchia avvenne nel 1941 con la raccolta poetica “Sunt lacrimae rerum”. Dopo un periodo di silenzio, riprese la produzione negli anni ’70, pubblicando opere come “Non hanno più suono le parole” (1972), “Curva minore” (1977), “Taccuino balcanico” (1977), “Il paese del Drago”, quest’ultima è una delle opere significative di Vittorio Torchia, pubblicata nel 1981, e successivamente riedita nel 1986. L’opera è un esempio del suo stile distintivo e della sua capacità di combinare lirismo e realismo, con una forte attenzione alle dinamiche sociali e culturali del Sud Italia, ma anche a una dimensione universale della condizione umana. Il racconto è spesso caratterizzato da un’atmosfera onirica e metaforica, dove il “paese del Drago” assume una funzione simbolica, un luogo ideale e un mondo interiore che si mescolano con la realtà storica e sociale. La sua scrittura combina elementi lirici e realistici, focalizzandosi su temi come memoria, identità e trasformazioni sociali nel Mezzogiorno. Con panteistica visione, quella di Torchia rende sublime questo borgo dell’Angitola dove il mito si incontra con la tradizione, dove intellettualità, lingua e dialetto diventano focus dell’intera opera che ha segnato in termini antropologici gli aspetti comportamentali della gente di Francavilla dalla sapienza e forza del drago come nella racconto sulla raccolta dell’uva nell’opera Il Paese del Drago carico di memoria e identità secondo percorsi demartiniani.
Impegno politico ed europeista
Nel 1948, Torchia aderì al Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli, collaborando con la rivista “Italia Europea”. Promosse l’idea di un’Europa unita, vedendo nell’unità europea un’opportunità per il progresso economico e culturale del Mezzogiorno
Riconoscimenti
Per la sua grande attività letteraria, politica e sociale ha ricevuto il Premio Gela (1982) e il Premio alla Cultura del Consiglio dei Ministri (1985). Vittorio Torchia morì il 14 gennaio 1991, lasciando un’eredità duratura nella letteratura e nell’educazione italiana.
